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martedì 18 marzo 2014

Normali istanti eccezionali

 


Un uomo con i polsi legati, bloccato in una camicia di forza e tenuto da due mani anonime. La foto fa parte della sezione 'Morire di classe', dedicata al reportage sui manicomi realizzato da Gianni Berengo Gardin e da Carla Cerati nel 1969. Le foto vennero utilizzate in un libro con lo stesso titolo, pubblicato da Einaudi a cura di Franco Basaglia. Il libro contribuì a creare quel movimento di opinione che portò alla chiusura dei manicomi con la legge 180 del 1978. In questi scatti si percepisce chiaramente lo sdegno per quei corpi oppressi; ed è evidente, qui come in ognuna delle circa 200 foto della mostra, una partecipazione emotiva alla scena. Veniamo toccati dalla simpatia che il fotografo ha per quello che riprende, dal suo magnifico e inattuale umanismo. Le immagini coprono un periodo che va dagli anni 50' fino ai giorni nostri e delineano la storia di un reporter alla continua ricerca dell'istante fatidico, quel momento esatto che, catturato, ci restituisce una racconto compiuto. Berengo Gardin è, come il mondo che ci racconta, analogico; un intransigente della pellicola e del bianco e nero. Le sue opere sono molto lontane dalle esibizioni di ipertecnicismo attuali, così, liberi da photoshop, possiamo abbandonarci e credere a quello che vediamo.
Dalle foto di Milano negli anni 60 passando per la straordinaria sezione dedicata ai riti religiosi, apriamo un libro di storia visuale, in un mondo quasi scomparso fissato in toni di grigio. Una coppia che balla al lido di Venezia al suono di un grammofono a manovella. Due uomini trasportano un cartellone pubblicitario in una rimessa dei tram. Vite normali fissate nell'eccezionalità di un fermo immagine.



Genova, Palazzo Ducale 14/02 – 08/06/2014


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